Il destino della memoria è quello di diventare prima o poi vaga e imprecisa..per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto.

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ELRIC DI MELNIBONE’

Mi piace il genere fantasy, ma più per i film e, tempi addietro, per i giochi di ruolo. Sono anni che non leggo un LIBRO fantasy puro, sostanzialmente perché quando leggo le trame mi sembra tutto già visto. E’ quindi con molta diffidenza che mi sono avvicinato a questo titolo, e solo perché chi me lo ha prestato ha insistito veramente tanto(troppo! ^ ^) neanche l’avesse scritto lui, dicendo che fosse una pietra miliare del genere ecc. Parlo della saga di Elric di Melnibonè.

Ho cambiato il mio giudizio leggendolo? Si e no. Il libro è un MATTONE DI 830 PAGINE, dato che è una raccolta di vari racconti, e questo già mi scoraggiava a cominciarlo, oltre ai motivi detti poco fa. Ma comunque, un po’ alla volta( leggendo anche altri libri nel frattempo) ce l’ho fatta, e mi è discretamente piaciuto. Se mi avesse appassionato me lo sarei divorato più velocemente? Può darsi, ma comunque nemmeno mi ha annoiato, altrimenti avrei mollato strada facendo. Il punto di forza dei romanzi è il PROTAGONISTA, il che non è poco.

Elric non è il solito cavaliere buono e valoroso, è l’ultimo imperatore di un regno che ha dominato il mondo per millenni con ferocia ricorrendo all’aiuto dei draghi e delle divinità del caosLui però a differenza dei suoi simili ha la capacità di provare sentimenti come la compassione, in più è  albino e cagionevole di salute ed è costretto per sopravvivere a nutrirsi dell’essenza vitale dei suoi nemici, che ruba con la sua spada senziente, sempre assetata di anime, TempestosaIl suo dramma interiore è dato dal rapporto che ha con la spada, che lo rende forte ma che lo spinge a perpetrare sempre atroci delitti, anche tra i suoi amici. Inoltre, nonostante provi a ribellarsi in ogni modo, si ritrova suo malgrado coinvolto in una guerra tra divinità opposte. E’ quindi un eroe malinconico, e l’atmosfera che regna è molto cupa.

La trama di base presa nel suo insieme è dunque affascinante. Però i vari capitoli tendono alla lunga a ripetersi come struttura: c’è sempre un nuovo nemico, una nuova missione da fare ecc. Il senso di dejà vu è spesso presente. Inoltre non ho per niente gradito alcuni capitoli in cui l’autore si diverte a far viaggiare il nostro antieroe nel tempo e nello spazio. Li ho trovati inutili e fuori luogo.

Il mio consiglio quindi è di leggere questo libro se si cerca un fantasy diverso, ma di leggerlo a piccole dosi come ho fatto io, per evitare almeno in parte la sensazione di aver già letto alcune parti.

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