Il destino della memoria è quello di diventare prima o poi vaga e imprecisa..per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto.

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GLASS

glass

Il film Unbreakable nel 2000 fu una piacevole sorpresa. Ai tempi tutti si aspettavano un normale thriller, invece si rivelò un film di supereroi. Con un approccio originale, quasi “realistico”, e che si prendeva il tempo necessario per raccontare il tutto, ma affascinante. Peccato che arrivati alla fine, sembrava di aver assistito ad un enorme prologo. Per anni si aspettò un sequel che mai arrivò.

E poi due anni fa uscì Split, film su uno psicopatico con svariate personalità e capacità sovrumane.  A sorpresa, nel finale, ci fecero vedere David Dunn, il protagonista di Unbreakable!

Quando ormai si erano perse le speranze, l’autore dichiarò che sarebbe arrivato un film che avrebbe compreso tutti i personaggi e chiuso finalmente tutte le storie.

Glass, appunto.

Io all’annuncio ero parecchio gasato. E il film mi è piaciuto molto. Ma, come per Unbreakable, tutto dipende da cosa ci si aspetta. Io stesso, visto le forze chiamate in causa, mi sarei aspettato una caccia all’uomo e uno scontro finale spettacolare, ma non è stato così. Quindi è facile rimanere delusi se ci si aspetta che il film diventi un vero cinecomic.

Niente battaglia epica del bene contro il male, il film è lontanissimo dai classici schemi del genere supereroistico, ma è perfettamente coerente con lo stile della storia iniziata 19 anni fa.

Quindi sì, può essere spiazzante, la sceneggiatura è contorta, ma indubbiamente sa emozionare nei momenti giusti. È un thriller psicologico con l’obiettivo di fare una riflessione sugli eroi. Non è perfetto ma mi è piaciuto. Non ho apprezzato solo una cosa del finale, ma effettivamente ci stava, si capisce che era pensato proprio così dall’autore.

E poi, rivedere Bruce Willis e Samuel L. Jackson nei ruoli di David ed Elijah dopo tanti anni è stato bello comunque!

DIE HARD Un buon giorno per morire

Bruce Willis rientra senz’altro tra i miei attori preferiti.
Negli anni novanta ha fatto un sacco di film d’azione uno più bello dell’altro,
in canottiera e pieno di ferite ha salvato il mondo un’infinità di volte.
Tra questi film il mitico John McClane di Die Hard fu uno dei suoi ruoli migliori. Le avventure del poliziotto di New York catturavano sia per le mirabolanti scene d’azione che per l’ironia dei personaggi.
Negli anni a seguire Bruce ha fatto un sacco di altri bei film, ma qualche anno fa ha deciso di tornare a vestire i panni del leggendario poliziotto.
Il risultato fu un film un po’ troppo sopra le righe, assolutamente oltre ogni pretesa di realismo, ma comunque divertentissimo.
Inferiore però a quelli “storici”.
Ora ne è uscito un altro, e ovviamente sono andato subito a vederlo.
Allora… Evidentemente si è pensato che non si poteva far fare a John cose ancora più assurde del precendente capitolo, e questo può essere giusto, altrimenti la soluzione era fargli spuntare dei superpoteri! ^ ^
Si è deciso quindi in un cambio di tono.
Purtroppo, però, hanno sfornato il capitolo più inutile della serie.
L’azione c’è, ma non basta, mancano i dialoghi intelligenti ed ironici tipici della serie e le scene veramente originali, tranne giusto una alla fine.
Il personaggio di John McClane, poi è sempre stato il protagonista assoluto negli altri film, al massimo aveva una spalla, mentre qui non è proprio così, la sensazione è di essere un co-protagonista, forse per lasciare in futuro il testimone a John McClane Jr….
Brrr…Paura!
Tirando le somme, non lo boccio come film action in sè, è emozionante in più momenti, ma visto come un episodio di Die Hard è una mezza delusione.
Peccato!

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