Il destino della memoria è quello di diventare prima o poi vaga e imprecisa..per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto.

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ROBOCOP

Tra i vari disegni che mi stanno facendo fare sto periodo, il tempo è poco e quasi dimenticavo di “recensire” il remake di Robocop. Devo dire che ho ricordi un po’ annebbiati dell’originale, mi è rimasto che era un film drammatico e piuttosto violento. Questa nuova versione parte dalle stesse premesse della pellicola degli anni 80 ma lo interpreta in maniera diversa.

Ma non è così fracassone come sembra dal trailer, anzi si prende tutto il tempo per raccontare la storia prima di passare all’azione smodata e videogiocosa. In questo è molto equilibrato, molto simile ai film supereroistici.

Tra le differenze con l’originale c’è senz’altro la nuova “armatura” super fica (ma preferisco la versione argentata alla nera)e il futuro rappresentato non è pura fantascienza ma anzi molto simile al nostro presente, quindi i criminali non vengono più disintegrati ma solo “addormentati” da scariche elettriche. Piu politically correct, più film per tutti, ma non bambinesco.

Difetti riscontrati: la mancanza di un vero nemico( si, ci sono personaggi negativi, ma non all’altezza) e un finale inspiegabilmente senza un crescendo. Però non è stato male, basta evitare di fare i paragoni con l’originale ovviamente.

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ZONA PERICOLOSA

Quando vidi il trailer di Jack Reacher pensai che sarebbe stato un normale film action, una specie di Mission Impossible, più povero.  Che pubblicità ingannevole! Erano sì presenti sequenze d’azione e  inseguimenti  ma queste erano solo alcuni momenti del film, che era di tutt’altro genere. Era investigativo, con molti dialoghi e indagini. Il che può spiazzare se uno si aspetta un’americanata. Io pensai “è sul genere dei libri che leggo io”. 

Così comprai il libro. Il film però era basato sul nono libro della serie( che conta al momento 18 volumi, ognuno autoconclusivo) e io volevo cominciare dall’inizio, dal primo.

 Mi è piaciuto molto.

Si vede subito quando un libro ti piace, se ti cattura dalle prime pagine è quasi sempre buon segno. Certo, poi deve mantenere le attese, ma spesso ho trovato libri in cui faticavo ad andare avanti fin dall’inizio. Li ho sempre finiti per principio e quasi sempre non mi sono piaciuti, forse dovrei fidarmi delle mie sensazioni e mollare subito se non mi piace, d’ora in avanti.

Ma sto divagando.

Il protagonista del libro non ha niente a che vedere con Tom Cruise in realtà, è biondo e alto 2 metri, ma io ormai avevo visto il film e ho continuato ad immaginarmelo così:

 

Jack Reacher sembra un classico eroe degli anni 80, un ex militare vagabondo, che si muove via autostop tipo il telefilm di Hulk, e quando rimane coinvolto in situazioni in cui bisogna usare le maniere forti, è libero dai vincoli della legge. Potrebbe sembrare un personaggio banale, ma è molto ben delineato, con una solida  storia alle spalle.

La narrazione del libro è in prima persona; la scrittura non è ricercata, è piuttosto semplice, ma ben fatta. Aiuta a tenere il ritmo sempre alto e la storia raccontata è descritta in modo da incuriosire il lettore.

Mi è piaciuto anche perché oltre alle indagini e  i misteri da risolvere ci sono anche svariate scene di combattimento sia armato che a mani nude, degne di un film d’azione.

L’unico appunto che potrei fare è la poca credibilità di un paio di cose:

1. Un po’ troppe coincidenze fortuite

 2. L’eccessiva onnipotenza del personaggio.

Che a me piace, ma a qualcuno magari può stonare.

Detto questo, comprerò anche il secondo libro e probabilmente anche gli altri! 🙂

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