Il destino della memoria è quello di diventare prima o poi vaga e imprecisa..per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto.

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Il commissario Ricciardi

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Un bel giallo consigliato da un amico.

Ma non un giallo qualsiasi, è ambientato nella Napoli del primo Novecento e presenta…elementi soprannaturali!

All’inizio ricorda un po’ il film “Il sesto senso”, in quanto il protagonista ha il dono, o piuttosto la condanna, di vedere i morti. Ma non è proprio così, il giovane commissario Ricciardi ha la capacità di vedere gli ultimi istanti di vita delle vittime di morte violenta, ne avverte le emozioni, ne ascolta le loro ultime parole.

Questo “potere”, che lui chiama “Il Fatto”, gli consente una marcia in più nelle indagini. Ma lo rende anche malinconico e tormentato, spesso distaccato dalle persone che lo circondano.

“Il senso del dolore” è il primo libro sul commissario e il primo che leggo dello scrittore De Giovanni. Devo dire che è stato piacevole, non solo per la trama ma anche per i personaggi descritti e nelle atmosfere.

Si nota l’amore dello scrittore per la sua città, anche per l’aggiunta di inflessioni dialettali e per i vari comprimari che strappano spesso qualche risata, alleggerendo così la drammaticità della vicenda.

Ho scoperto che ne sono usciti parecchi altri di libri sul commissario, potrei farci un pensiero! 🙂

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Dal Codice Da Vinci in poi, ho sempre seguito con piacere i libri di Dan Brown, è una lettura di intrattenimento semplice e scorrevole. Gli argomenti che tratta mi affascinano sempre: arte, storia, miti e misteri, sui quali dà vita a storie d’azione dal ritmo incalzante ma che fanno anche riflettere. L’autore infatti si documenta molto per ogni libro e questo rappresenta il vero valore aggiunto dei suoi romanzi, stavolta si indaga il rapporto tra scienza e religione.

Si dice che in realtà usi sempre la stessa formula: si seguono le peripezie di Robert Langdon in fuga con una bella donna, in cui dovrà risolvere vari enigmi alla ricerca della verità. E in effetti è vero, l’ho sempre pensato anche io, pur apprezzandolo.

Stavolta le cose sono andate diversamente?

Sì e no. Lo schema dei libri precedenti c’è, e mi è piaciuto tanto come thriller pieno di colpi di scena e inseguimenti…Ma Langdon è quasi inutile!!! ^ ^

È sempre stato il protagonista attivo delle vicende, con la sua immensa cultura e la sua capacità nel decifrare codici e simboli, stavolta si fa trasportare dagli eventi dando giusto un contributo ogni tanto!

Quindi…non saprei…Effettivamente in questo è diverso dai libri precedenti, ma non era certo quello che volevo! Non siamo mai contenti! 😀

A parte questo, se dovessi giudicare il libro in sé, senza tener conto del passato, è assolutamente promosso. È tutto ambientato nella bellissima Spagna, descritta molto bene, con meno simbolismo e più elementi polizieschi. Forse un po’ troppo lungo ma si legge tutto d’un fiato.

REVIVER

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Un regalo inaspettato. Di soliti leggo spesso libri gialli ma non disdegno anche romanzi d’avventura o col soprannaturale. Con questo libro hanno proprio fatto centro, essendo un thriller ma con elementi paranormali!

La storia racconta dei cosiddetti Reviver, una squadra specializzata col talento di risvegliare i morti per un piccolo lasso di tempo, in modo da aiutare le indagini. I protagonisti sono ben sviluppati a partire da Jonah, un protagonista dall’anima tormentata che tra fantasmi e strane apparizioni, si trova invischiato in una storia che mette in discussione tutto quello in cui credeva.

L’autore usa un approccio molto realistico per spiegare il funzionamento di ogni cosa e ogni sua possibile conseguenza nella società, con una dovizia di particolari che potrebbe risultare un po’ prolissa. A me però ha sempre affascinato, e comunque mano a mano che si procede con la lettura i misteri si infittiscono.

Un unico difetto ho trovato. Questo libro è il primo di una trilogia, i cui due seguiti non sono ancora stati tradotti in italiano, né so se usciranno mai °__°

C’è quindi un finale aperto. Ma tutti i nodi vengono al pettine, viene solo lasciata aperto una porta per i prossimi capitoli.

È comunque senz’altro una lettura che consiglio, anche presa singolarmente!

Il Labirinto degli spiriti

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Il libro “L’ombra del Vento” fu una piacevole sorpresa. Lo stile di Zafón è fluido e con un registro linguistico così ricco di particolari e metafore capaci di richiamare alla mente bellissimi quadri ad ogni scena. Unito alla capacità di creare solidi intrecci narrativi pieni di colpi di scena, in breve tempo diventò uno dei miei autori preferiti e lessi tutti i suoi seguiti.

A dir la verità, il primo libro funzionava da solo, è palese che la saga del “Cimitero dei Libri dimenticati“ sia stata costruita successivamente, troppe cose sono state aggiustate per far tornare il tutto. Ma è vero anche che ogni capitolo della saga è appassionante, rimescola le carte e aggiunge interrogativi.

Con Il labirinto degli spiriti si è finalmente arrivati al completamento del grande puzzle, le domande rimaste incompiute nei precedenti tre romanzi possono trovare risposta ma, a sorpresa, non da Daniel ma da una nuova protagonista: la bellissima e irriverente investigatrice Alicia Gris. La storia quindi prende la forma di un giallo/thriller ma la famiglia Sempere viene tutt’altro che messa da parte: tra salti temporali e personaggi vecchi e nuovi, ruota tutto attorno a loro e ai loro misteri. A far da cornice ancora una volta una Barcellona tetra e gotica, ma stavolta anche Madrid.

Direi che, dopo il primo, è il volume che mi è piaciuto più di tutti. Ma è anche quello con più pagine, essendo davvero denso di avvenimenti. Il che per me non è stato un problema, dato che leggo i libri sempre “ a pezzi” cioè nei ritagli di tempo nella giornata. Ma per chi legge tutto d’un fiato forse potrebbe risultare pesantino. Ad esempio mentre per gli altri me li immaginavo come film, questo potrebbe essere una serie tv, ecco. Davvero tanta carne al fuoco.

Però sono davvero soddisfatto, Zafón si conferma un narratore eccezionale.

Unico neo: Arrivati alla fine della storia, ricongiunti tutti i fili, mostrate le sorti di tutti i personaggi ecc…ci sarebbe stato tutto un bel The EndInvece no. C’è un ulteriore ultimo capitolo, in cui succedono anche cose interessanti ma che potevano essere riassunte in poche righe. Cioè non si è mai visto un epilogo di 50 pagine ^ ^ Ormai l’attenzione era scemata via, la storia era finita, boh, è stato piuttosto sfiancante.

Però, dai, non toglie nulla alla splendida esperienza precedente, quella del Cimitero dei Libri Dimenticati è una saga che parla dell’amore per i libri e la consiglio a tutti.

 

 

 

L’ARMATA PERDUTA

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Romanzo storico ambientato 80 anni dopo la Battaglia delle Termopili (l’evento visto nel film 300). Presenti quindi grandi schieramenti di guerrieri urlanti, fieri e invincibili con mantelli rossi, elmi, scudi e lance.

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Mi ha appassionato molto, anche perchè l’argomento e l’ambientazione mi hanno sempre interessato. Pur trattando avvenimenti a volte ripetitivi, risulta sempre coinvolgente dato che è molto romanzato. La narrazione infatti è affidata ad Abira, una ragazza barbara povera ed ignorante, che si innamora di un soldato e decide di partire con lui e l’esercito di mercenari greci, detto dei Diecimila, alla volta della Persia. Oltre agli scontri militari e le difficoltà del viaggio sono quindi raccontati storie di amore, amicizia e coraggio ma anche tradimenti, intrighi e complotti.

Particolarmente emozionanti sono le descrizioni dei luoghi, che magari per noi sono scontati ma per la ragazza che non è mai uscita dal suo paesino nel deserto sono una meraviglia continua. Vere e proprie visioni da sogno con descrizioni precise e poetiche. Magari lo stile anche troppo ricercato. Cioè, bellissimo da leggere, l’ho apprezzato tanto, ma forse non troppo credibile in bocca ad una ragazza analfabeta ^ ^

Unica vera pecca sono le ultime pagine. Troppi eventi superflui, e il finale….Mamma mia il finale! Deludente, quasi irritante per quanto è improbabile! -__-

Non cancella però l’ottima esperienza di lettura di tutto il libro e, anzi, credo proprio che ne cercherò altri di questo autore!

IL CERCHIO DEL MALE

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Le vicende dietro questo libro sono piuttosto surreali. Segnalato da un amico che ne aveva letto buone recensioni, mi misi a cercarlo….Non lo trovai.

Girai mille librerie, anche online, e inspiegabilmente nessuno lo aveva. Poi venni a sapere che ero andato fuori produzione. Quindi niente, mi rassegnai. Questo succedeva diversi anni fa. Poi un giorno di questi arriva mio fratello con un libro rimediato al lavoro….Sì, era proprio quel libro introvabile 😀

Tutto contento pensai che era destino che dovessi leggerlo, che era scritto dovesse finire nelle mie mani e altre fesserie simili. Solo che, più andavo avanti nella lettura e più capivo il motivo per il quale fosse finito fuori produzione….In genere i titoli validi li ristampano in continuazione ^ ^

L’incipit fa pensare ad un romanzo stile Codice da Vinci ma non ha niente a che vedere, è un’indagine su un omicidio, contornata da cenni di storia e di esoterismo. Il che sarebbe interessante, ho apprezzato il tema di streghe e inquisizione, così come l’ambientazione islandese ( meno, molto meno i nomi impronunciabili ma questo non è un vero difetto), il problema è il ritmo.

L’ho finito solo per forza di volontà, le indagini proseguono senza guizzi, non succede mai veramente qualcosa e questo annoia da morire. Ci sarebbero anche siparietti tra i due protagonisti ma essendo questi per nulla carismatici non divertono affatto, anzi sono solo inutili ai fini della trama.

Insomma vabbè, bocciato e giustamente relegato nell’oblio dei libri scomparsi.

LETTURE ESTIVE

Questa estate, oltre ad una massiccia overdose di sole e mare, ho trovato anche il tempo di leggere un paio di libri 🙂

Entrambi thriller, ma molto diversi tra loro. Il primo lo avevano preso i miei in biblioteca, l’autore non lo conoscevo: l’americano David Baldacci. Ne leggerò sicuramente altri suoi, questo mi ha preso fin da subito!  

IL BIGLIETTO VINCENTE

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Ci si immedesima subito con la protagonista, viene naturale la domanda: E io che farei adesso al posto suo? Se venisse offerta la possibilità sicura, concreta, di vincere alla lotteria, ma sarebbe ovviamente una frode, cosa si farebbe? 

Avvincente, dal ritmo serrato e dallo sviluppo ben costruito, con intrighi e misteri, si lascia divorare in fretta. Alla protagonista ci si affeziona facilmente, una mamma giovane forte e testarda e anche il “cattivo” è costruito bene, sempre cinico e spietato. Ci sono un po’ di elementi un po’ troppo surreali ma ci si passa sopra tranquillamente, catturati dalla storia.

 


L’altro titolo invece è un regalo.  Lo scrittore è il francese Pierre Lemaitre. Al contrario dei film, i libri francesi di solito mi piacciono molto. Anche stavolta.

ALEX

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Ci mette un po’ ad ingranare, sembra una storia come tante altre: Alex, una bella ragazza, viene sequestrata per le strade di Parigi, apparentemente senza motivo, e la polizia si mette sulle sue tracce. L’angoscia che prova la ragazza è scritta benissimo, c’è forse un po’ troppa violenza brutale ma è solo una fase. In che senso?

Perché in questo libro le situazioni cambiano continuamente! E’ un crescendo di colpi di scena, persino io che ormai ne mastico di gialli, appena provo ad immaginare come si potrà evolvere la storia, ne rimango spiazzato. 

Alex è un personaggio davvero misterioso, si provano sentimenti molto diversi tra loro durante la lettura, solo alla fine si avrà il quadro completo. Una vera sorpresa! 

Ho avuto poco feeling con il commissario Camille, sempre scontroso, ma c’è da dire( l’ho scoperto solo dopo) che il personaggio era già stato presentato in un altro libro. Questo comunque non ne pregiudica la lettura, la storia è totalmente autonoma.

Consigliatissimo (anche se per stomaci forti ^ ^ )

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