Il destino della memoria è quello di diventare prima o poi vaga e imprecisa..per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto.

IL FARAONE DELLE SABBIE

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Avevo già letto un libro di Manfredi, noto per i suoi romanzi storici. Era incentrato sugli spartani, qui invece il tema è l’antico Egitto. Ma stavolta, tolto il prologo, la vicenda è ambientata ai giorni nostri, è un thriller…archeologico, diciamo.   

Un libro uscito alla fine degli anni 90 ma che sembra invece molto attuale, dato che si parla di terrorismo e di estremismo religioso.

Protagonista è un egittologo di fama mondiale che viene coinvolto nel ritrovamento della tomba di un Faraone che potrebbe sconvolgere le più grandi religioni dell’umanità. Ho trovato geniale la scoperta del mistero, non ci avrei mai pensato, tutta l’intera storia è intrigante e c’è anche un colpo di scena finale, ma…

Mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Manfredi è bravo a descrivere luoghi storici ma la narrazione spesso è stata un po’ lenta, con troppi personaggi per niente approfonditi. Cioè, per la storia d’amore si passa da una presentazione reciproca ad una dichiarazione di eterno amore nel giro di poche pagine, ma daaai!! 😀

Che sia un eccellente scrittore non ci piove, ma in questo caso non ha dato il massimo, secondo me

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AVENGERS Endgame

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La Marvel passerà alla storia per aver portato il metodo delle serie TV al cinema, tantissimi film con protagonisti diversi ma connessi tra loro, ogni film indispensabile per capire i successivi.

Oggi ogni tessera del puzzle ha portato al gran finale. Ok, sì, ci saranno altri film senz’altro, lo spettacolo deve andare avanti ecc, ma comunque Endgame rappresenta la fine di un ciclo.

Un film lungo, con qualche problema di ritmo e probabilmente con qualche buco di trama ma…una vera bomba a livello emotivo! 🙂

I protagonisti indiscussi sono finalmente gli Avengers originali, la sceneggiatura li celebra e li esalta, regalando momenti epici e trovate inaspettate. Magari ecco, la risoluzione del “problema” lasciato dal film precedente l’ho trovata un po’ banale, e comunque si sono addentrati in un campo complicatissimo senza approfondirlo troppissimo. Ma ci sta. Il tutto resta avvincente e non delude le aspettative.

Non mi hanno dato neanche fastidio i siparietti comici, visto che ormai sono un marchio di fabbrica Marvel. Sì, Infinity War forse faceva presagire toni ancora più oscuri ma…La serietà comunque c’è, quando serve.

Per me è stata la degna conclusione di questa ventina di film, un vero spettacolo.

 

E adesso tutti ci chiediamo…

E poi? Cioè davvero vogliono andare avanti con eroi di serie B? 😀

Vedremo!

GLASS

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Il film Unbreakable nel 2000 fu una piacevole sorpresa. Ai tempi tutti si aspettavano un normale thriller, invece si rivelò un film di supereroi. Con un approccio originale, quasi “realistico”, e che si prendeva il tempo necessario per raccontare il tutto, ma affascinante. Peccato che arrivati alla fine, sembrava di aver assistito ad un enorme prologo. Per anni si aspettò un sequel che mai arrivò.

E poi due anni fa uscì Split, film su uno psicopatico con svariate personalità e capacità sovrumane.  A sorpresa, nel finale, ci fecero vedere David Dunn, il protagonista di Unbreakable!

Quando ormai si erano perse le speranze, l’autore dichiarò che sarebbe arrivato un film che avrebbe compreso tutti i personaggi e chiuso finalmente tutte le storie.

Glass, appunto.

Io all’annuncio ero parecchio gasato. E il film mi è piaciuto molto. Ma, come per Unbreakable, tutto dipende da cosa ci si aspetta. Io stesso, visto le forze chiamate in causa, mi sarei aspettato una caccia all’uomo e uno scontro finale spettacolare, ma non è stato così. Quindi è facile rimanere delusi se ci si aspetta che il film diventi un vero cinecomic.

Niente battaglia epica del bene contro il male, il film è lontanissimo dai classici schemi del genere supereroistico, ma è perfettamente coerente con lo stile della storia iniziata 19 anni fa.

Quindi sì, può essere spiazzante, la sceneggiatura è contorta, ma indubbiamente sa emozionare nei momenti giusti. È un thriller psicologico con l’obiettivo di fare una riflessione sugli eroi. Non è perfetto ma mi è piaciuto. Non ho apprezzato solo una cosa del finale, ma effettivamente ci stava, si capisce che era pensato proprio così dall’autore.

E poi, rivedere Bruce Willis e Samuel L. Jackson nei ruoli di David ed Elijah dopo tanti anni è stato bello comunque!

AQUAMAN

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Mamma mia quanta gente c’è al cinema durante le feste!!! 😯

Ho visto l’ennesimo film sui supereroi, stavolta un eroe “di serie B” che… inaspettatamente mi è piaciuto più di tanti altri più famosi!

Il protagonista si era già visto in Justice League, é simpatico, ma ero pronto a scommettere che un’intera pellicola su di lui non avrebbe retto.

Che bello sbagliarsi così! Fa proprio quello che più mi piace del cinema: racconta sì una bella storia, ma fa soprattutto sognare ad occhi aperti.

Atlantide è sbalorditiva e coloratissima , dai costumi  alla ambientazioni e alle creature varie.

Il carisma di Arthur trascina la storia con un ritmo incalzante che diverte continuamente nonostante le tante cose che succedono.

Promossissimo! 😁

MACCHINE MORTALI

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Dopo un conflitto nucleare che ha portato la Terra a enormi sconvolgimenti geologici, i pochi uomini sopravvissuti hanno convertito i resti delle città in gigantesche fortezze mobili. La più grande di queste metropoli meccaniche è Londra, che vaga per il mondo allo scopo di depredare le città più piccole, così da sottrargli uomini e risorse.

Ho adorato tutto ciò che è visivo: il mondo creato è inquietante ma affascinante, futuristico ma con tecnologia vintage.

Se però esteticamente è ricco di personalità e lascia più volte sbalorditi, si perde nella mancanza di approfondimento dei personaggi e su una storia che sa molto di già visto.

Da Mad Max a Star Wars i riferimenti si sprecano, senza contare varie situazioni non proprio originali, in cui poi succede esattamente quello che ti aspetti.

Il fatto poi che sia tratta da una serie di libri si “sente”. Vuole raccontare tanto in un tempo limitato, quindi in qualche momento si avverte un po’ di pesantezza. Sarebbe stata meglio una serie tv secondo me.

A me però ha comunque divertito, va benissimo se si cerca un’avventura vecchio stile, ma non è un capolavoro.

INFERNO e PARADISO

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Ho dato questo titolo al mio ultimo viaggio perché, se da un lato ho visto luoghi paradisiaci e fuori dal tempo, allo stesso tempo ho incontrato temperature veramente “infernali”!!! Ok, andando in Spagna ad agosto diciamo che me la sono cercata 😀 ma non immaginavo un clima del genere, l’aria stessa sembrava infuocata!

Detto questo, Madrid mi aveva già incantato l’ultima volta, e tornarci anche solo come base per girare altri posti nei dintorni è stato comunque un bel colpo al cuore! Anzi, al corazón! Un giretto a piedi per le magnifiche vie era d’obbligo, tra vari giri di Tapas, Sangria e Tinto de Verano! 😛

Ma poco fuori Madrid, ci sono dei posticini piccoli ma affascinanti che valgono assolutamente la pena di essere visitati!

La prima tappa è stata Toledo, in cui si respira un’aria quasi magica. Le sue stradine labirintiche, i negozi di spade e armature, riportano ai tempi della sua storia antica.

La cattedrale poi è davvero spettacolare, imponente di fuori e ricchissima di cose all’interno. La visita si paga ma c’è da rimanerci a bocca aperta più volte!

Si rientra a Madrid in giornata e il giorno successivo , come da programmi, si va a Segovia!

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Forse meno conosciuta ma anche questa cittadina è veramente suggestiva. Appena arrivati già c’è un forte impatto visivo, con il mega Acquedotto Romano: enorme, più alto delle case e da vicino ancora più bello! Attraversando il centro storico si arriva all’Alcazar, un castello fiabesco mozzafiato, conservato benissimo.

Ogni posto dello Spagna in cui sono stato mi è sempre piaciuto, ognuno a suo modo, e sono sicuro che ci sono tanti altri posti che meritano un viaggetto!

 

Il commissario Ricciardi

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Un bel giallo consigliato da un amico.

Ma non un giallo qualsiasi, è ambientato nella Napoli del primo Novecento e presenta…elementi soprannaturali!

All’inizio ricorda un po’ il film “Il sesto senso”, in quanto il protagonista ha il dono, o piuttosto la condanna, di vedere i morti. Ma non è proprio così, il giovane commissario Ricciardi ha la capacità di vedere gli ultimi istanti di vita delle vittime di morte violenta, ne avverte le emozioni, ne ascolta le loro ultime parole.

Questo “potere”, che lui chiama “Il Fatto”, gli consente una marcia in più nelle indagini. Ma lo rende anche malinconico e tormentato, spesso distaccato dalle persone che lo circondano.

“Il senso del dolore” è il primo libro sul commissario e il primo che leggo dello scrittore De Giovanni. Devo dire che è stato piacevole, non solo per la trama ma anche per i personaggi descritti e nelle atmosfere.

Si nota l’amore dello scrittore per la sua città, anche per l’aggiunta di inflessioni dialettali e per i vari comprimari che strappano spesso qualche risata, alleggerendo così la drammaticità della vicenda.

Ho scoperto che ne sono usciti parecchi altri di libri sul commissario, potrei farci un pensiero! 🙂

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